Un formaggio, un territorio, tante storie

​Conosci le donne e gli uomini che, ogni giorno, rendono Asiago DOP così unico.

GIOVANI IN MALGA

Milady Cortese

da MALGA VERDE

“Penso che i giovani possano dare un grande contributo all’evoluzione delle malghe utilizzando la tecnologia”

Mi chiamo Milady e la mia malga si trova a Conco, a 15 km sotto Asiago, a 1054 metri. MALGA VERDE è una malga tra le più basse in quota di tutto l’Altopiano, in zona semi collinare, immersa nel verde e facilmente raggiungibile in auto.

Ho iniziato a lavorare in malga nel 2010, lasciando il mio lavoro in uno studio di commercialisti e scegliendo di venire qui per cambiare stile di vita e perseguire una grande passione di famiglia, quella per il formaggio. In malga mi occupo del punto vendita e della parte commerciale e amministrativa.

Penso che i giovani possano dare un grande contributo all’evoluzione di questa attività utilizzando la tecnologia, anche in malga, per lavorare meglio e più velocemente. Io, ad esempio, uso i social, Whatsapp e le email per tenermi sempre in contatto con il mondo e con i clienti.

Amo molto la vita in malga perché mi permette di non star seduta otto ore davanti a una scrivania e soprattutto mi offre un contatto vero con la gente. In malga lavoriamo molto, 7 giorni su 7, utilizzando tutto il latte che producono le nostre 70 vacche, per un totale di 20 quintali al dì. Ogni giorno produciamo 12 forme di Asiago Fresco, oppure 6 forme di Fresco e 8 di Stagionato. Amo l’Asiago. Il mio preferito è il Fresco perché mi piacciono i sapori delicati e lo trovo molto versatile e gustoso.

Penso che il segreto del nostro formaggio Asiago sia il latte: le vacche qui in alpeggio mangiano tantissime erbe diverse che danno profumi e sapori unici. Mi piace quello che faccio e, se tornassi al 2010, rifarei la stessa scelta perché così sono felice.

Davide Nicoli

da MALGA SERONA

“Poi a novembre mi viene nostalgia e ho voglia di tornare in malga. Come il ‘mal d'Africa’: ecco, io ho il ‘Malgafrica’.”

Mi chiamo Davide, ho 27 anni e faccio il casaro di Malga Serona, il cui nome deriva da un monticello vicino. La malga si trova a 1267 metri ed è una delle sei tappe del Giro delle malghe del comune di Caltrano. L’azienda è mia e ci lavoro con dei collaboratori, tutti giovani. Al termine delle scuole superiori ho riaperto l'azienda agricola di famiglia perché volevo unire due grandi passioni: il formaggio e la montagna.

La mia vita, in malga, è scandita dai tempi della produzione del formaggio: mi alzo alle 5.20 e faccio un giro della stalla, dove abbiamo 86 vacche, di cui 51 da mungitura, e poi vado in casara dove alle 8.30 inizio a lavorare il latte delle due mungiture, serale e mattutina. In malga produco solo Asiago Stagionato, circa 11 forme al giorno. Il mio Asiago preferito è lo Stravecchio. Credo che l'Asiago di ogni malga sia speciale perché ogni forma ha una sua storia, pur essendo la lavorazione molto similare.

A chi mi chiede com'è il mio lavoro rispondo sempre: fare il malghese è facile ma è un mestiere difficile. La mia attività mi piace molto e dico sempre che il giorno in cui qualcuno mi costringerà a lasciare la malga smetterò di lavorare. Eppure ogni anno arrivo a settembre, quando finisce la stagione dell’alpeggio, che sono stanco e penso: “Basta, questo è l'ultimo anno”. Poi a novembre mi viene nostalgia e ho voglia di tornare in malga. Come il “mal d'Africa”: ecco, io ho il “Malgafrica”. Un male che non mi abbandonerà più.

Sara Strazzabosco

da MALGA LARICI

“Il nostro lavoro è importantissimo per tutelare e preservare innanzitutto il patrimonio e l'equilibrio ambientale.”

Sono Sara e lavoro a Malga Larici che si trova in una zona molto panoramica dell'Altopiano a 1625 m, punto di partenza per Cima Portule e altre camminate. Ho 22 anni e da 21 la mia famiglia è qui, tanto che la considero la mia seconda casa. Con me lavora mio zio, che è il casaro, mia mamma e mio fratello, che sta ancora studiando e d'estate viene a darci una mano.

Nella nostra malga produciamo solo Asiago Stagionato. Il mio preferito è l'Asiago Vecchio, perché mi piace sempre mangiarne qualche scaglia con miele o marmellata. A rendere speciale il nostro Asiago è il latte molto saporito e i piccoli “segreti” che usiamo per fare il formaggio: lavoriamo il latte a crudo e a legna, mescoliamo il latte a mano, senza l'uso dell'agitatore. Sono sempre vissuta in malga e mi occupo dell’agriturismo. Pensando al futuro, credo che l'allevatore debba reinventare il suo tradizionale ruolo, essere dinamico e proporre attività coinvolgenti che puntino alla soddisfazione del cliente.

Il nostro lavoro è importantissimo per tutelare e preservare innanzitutto il patrimonio e l'equilibrio ambientale: se la malga è abitata si fa manutenzione dei boschi e dei pascoli ed evitiamo l'inselvatichimento.

Inoltre le malghe sono un patrimonio culturale per la comunità. Stare in malga obiettivamente è impegnativo perché le giornate sono lunghe e non hai orari: capita sempre l'imprevisto, soprattutto con gli animali (che so, il parto di notte). Però mi piace e tutto quello che faccio con passione non mi pesa.

Matteo Dalla Palma e Valentina

da MALGA I LOTTO VALMARON

“Per me la malga è bella così, un po' ‘fuori dal mondo’.”

Mi chiamo Valentina e, con mio marito Matteo e i suoi genitori gestiamo “MALGA I LOTTO VALMARON” che si trova ad Enego, a 1400 metri. Io sono alimentarista per le vacche da latte, ho fatto l'università e girato parecchio il mondo prima di arrivare in malga – ho vissuto anche in Sudafrica.

Le prime malghe le ho conosciute andando a fare delle passeggiate sul Grappa, zona della quale sono originaria. Poi ho incontrato Matteo e mi sono spostata sull'Altopiano. Andrea, il padre di Matteo, è il casaro. La sua è una grande passione che ha trasmesso anche a me, così gli posso dare una mano. Produciamo sia l'Asiago Fresco che lo Stagionato, formaggio che ha vinto alcuni premi. Il mio preferito è l'Asiago Vecchio. Penso che il nostro Asiago sia così buono per merito della grande passione di Andrea che ha sempre fatto il formaggio ogni giorno della sua vita e non potrebbe stare un giorno senza. Il risultato dipende tutto dalla mano del casaro e dal latte delle vacche: il formaggio di giugno è diverso da quello di settembre perché mangiano erbe diverse.

A me e Matteo piace la vita in malga: lui l'ha sempre fatto mentre io l'ho scelto consapevolmente. Ci piace il contatto con la natura, andare a dormire con le finestre aperte e sentire le “cioche” (i campanacci), assaporare i profumi.

E poi il formaggio è la nostra grande passione e per far questo lavoro devi avere passione. Non è facile svegliarsi presto ogni mattina e non avere orari, perché c'è sempre da fare. Per me la malga è bella così, un po' “fuori dal mondo”.

Membro di Aicig e Orgin
Membro di Aicig e Origin.