Consorzio Asiago Asiago CheeSfida: intervista a Barbara Torresan, Presidente della Giuria di Qualità. Asiago CheeSfida: intervista a Barbara Torresan, Presidente della Giuria di Qualità.
19/04/2013

Asiago CheeSfida: intervista a Barbara Torresan, Presidente della Giuria di Qualità.

Barbara Torresan, milanese, d’origine venete, foodstylist, è la Presidente della Giuria di Qualità di Asiago CheeSfida. In questa intervista parla di sé e delle sue passioni svelando ai partecipanti del Concorso qualche utile indizio per realizzare il panino perfetto. Barbara, come ti descriveresti? In tre aggettivi: creativa, paziente, tenace. Sono una grande appassionata che ama scrivere e fotografare il mondo del food. Da dove prende il via il tuo percorso in questo mondo? Fin dal 2008 tengo un blog che negli anni è cresciuto e ha seguito la mia evoluzione personale e professionale. Lì scrivo di me, del mio rapporto col cibo, di ricette. Amo la relazione che è nata con tanti lettori che, poi, ho avuto anche la fortuna di incontrare personalmente. Poi c’è la fotografia. Certo, cucina e fotografia sono per me due mondi profondamente legati. Ad oggi ho scritto 5 libri, l’ultimo dei quali contiene anche le mie fotografie. Quant’è importante, oggi, una buona immagine a corredo di una ricetta? E’ fondamentale, e non dico nulla di nuovo. Lo è perché deve suscitare nella persona che la vede la voglia di gustare quel piatto, di assaggiarlo, di tuffarsi dentro. Io penso che il bello da vedere è di solito lo specchio del buono da mangiare. La cura nella scelta degli ingredienti, del dettaglio è spesso figlia della stessa passione che ci mettiamo nel rendere il piatto piacevole alla vista. I ristoratori, in questo, sono dei veri maestri, capaci di esaltare, con presentazioni curate, un piatto che non necessariamente deve avere tanti ingredienti ma tutti di qualità. Ci sono degli accorgimenti che tu tieni in particolare conto? Prima di tutto la pulizia del piatto. Non nel senso dell’igiene ma dell’equilibrio, dell’ordine e della cura nella presentazione. Poi la creatività, l’utilizzo degli ingredienti, e infine il contesto, l’ambientazione. Mettere un panino su un tagliere dà un effetto diverso, ad esempio, che usare un piatto. Qual è il tuo rapporto col panino? A me piace molto. Mi dà una grande soddisfazione, ad esempio, pranzare con un panino. Nella mia famiglia abbiamo l’abitudine di viziarci, ogni tanto, con il panino della domenica. Scegliamo con cura il pane e c’è una vera liturgia nel selezionare gli ingredienti. Risultato garantito per tutti.. Quant’è evoluto il concetto di panino, secondo te, in questi ultimi anni? Devo dire molto. Oggi possiamo gustare delle vere eccellenze fatte di pochi e curati ingredienti proposti con buona dose di creatività. Diciamo che il panino è tradizione, quando lo assaporiamo con un salame e il suo gusto è inconfondibile. Ma è anche esperienza d’alta cucina, grazie a tanti chef che si sono cimentati con successo usando materie prime d’eccellenza. Il panino è trasversale, lo puoi vivere come vuoi e proprio questa sua flessibilità che lo rende così amato. E poi, oggi, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Basti pensare alle paninoteche che sono sorte di recente, dove ogni panino ha il suo giusto pane. Non fa venire l’acquolina in bocca il sol pensiero? Che ricordi associ tu, al panino? A una passeggiata in montagna. Amo arrivare in cima alla vetta pensando che la ricompensa per tanta fatica sarà un bel panino. Lo pregusto e, così, quando veramente ne faccio esperienza, è una festa. Che rapporto hai col formaggio Asiago DOP? Amo i formaggi, sono una grande curiosa. Dell’Asiago DOP mi piacciono tutte le stagionature. Il Fresco, mangiato al naturale, nella sua apparente semplicità, oppure usato come ingrediente, per la sua flessibilità. L’Asiago DOP Stagionato, quando si cerca il sapore deciso, ricco di personalità. Quale tipo di cucina prediligi, in generale? Sono per la cucina semplice, che ti permette di riconoscere gli ingredienti usati. Non amo molto le esperienze estreme che non sono affini al mio carattere. Vuoi dare un consiglio a quanti stanno elaborando il loro panino per partecipare ad Asiago CheeSfida? Certo, tirate fuori la vostra creatività, che è fondamentale in cucina. 2 fette di pane possono diventare un piatto indimenticabile con abbinamenti originali. E poi metteteci tutto il vostro entusiasmo, che è sempre contagioso e si vede, nella scelta degli ingredienti e nella ricetta. Infine divertitevi, Asiago CheeSfida è un gioco, una sfida con noi stessi, prima di tutto, e poi un grande momento di festa dove, tutti insieme, celebriamo il buon gusto. Buona fortuna a tutti!
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