Consorzio Asiago Dal primo giugno riaprono le malghe dell'Altopiano: questa estate andiamo in malga ! Dal primo giugno riaprono le malghe dell'Altopiano: questa estate andiamo in malga !
31/05/2012

Dal primo giugno riaprono le malghe dell'Altopiano: questa estate andiamo in malga !

"ora vacche e vitelle, pecore e agnelle, cavalli e puledre sono sui pascoli alti... ieri sono risalito per la vecchia strada che facevo da ragazzo con mio nonno e mio padre per visitare le malghe più belle dell'altopiano di Asiago" così scriveva nel suo bellissimo libro 'Amore di Confine" il grande maestro Mario Rigoni Stern. Le malghe del suo altopiano lui le amava, ne andava fiero e anche nell'ultimo periodo della sua vita, quando la malattia aveva ormai preso il sopravvento, si faceva accompagnare dal figlio Gianni, lungo le strade ancora sterrate che portano a questi meravigliosi luoghi, dove nascono grandissimi formaggi. Molte volte sono salito a Cima Larici alla malga di Porta Manazzo, dove ancor'oggi il "malgaro d'eccezione" Toni Rodeghiero e i suoi due figli da giugno a settembre inoltrato caricano la loro malga con gli animali, attrezzi, vettovaglie e ogni cosa utile per la vita in montagna. Lì ogni giorno accolgono i turisti offrendo loro pasta fatta in casa, minestroni, polenta e soppressa, ma soprattutto formaggio Asiago. L'’atmosfera è bellissima, si mangia in mezzo alla natura, si respira l'aria pura, il profumo della stalla ti avvolge, è davvero un'esperienza indimenticabile. Il turismo delle malghe è importantissimo, salendo in alpeggio si scopre un mondo completamente diverso, anche dal panorama delle montagne e del territorio che ha subito lo spopolamento delle epoche passate. Partendo dall'altopiano di Asiago, dove il numero di malghe aperte forse è il più alto delle nostre montagne, mi vengono in mente gli alpeggi valdostani, dove nascono stupende fontine, o i numerosi luoghi delle montagne lombarde. E poi in Lessinia, la patria del Monteveronese, e nelle Dolomiti del Trentino Alto-Adige, del Bellunese. E dal Friuli scendere lungo la dorsale appenninica, per arrivare nella Sila e nelle Madonie siciliane o nel Parco dei Monti Nebrodi e Peloritani, senza dimenticare il Gennargentu in terra sarda. La parola d'ordine di quest'estate è: "andiamo in malga!"   Alberto Marcomini in Carta da formaggio, n°6, giugno 2011  
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