Consorzio Asiago Intolleranza al lattosio: non serve rinunciare alla bontà di Asiago DOP

Sono molte le persone che soffrono di intolleranza al lattosio: questo disturbo coinvolge circa il 30% della popolazione in Europa centrale, il 5% nel nord Europa e addirittura il 70% nell’Europa del sud. Si stima che circa metà della popolazione italiana ne soffra.

Come si inserisce l’Asiago DOP nella dieta di una persona intollerante al lattosio? Vediamolo insieme!


L’intolleranza al lattosio è un disturbo dovuto alla carenza dell’enzima lattasi o beta-D-galattosidasi. Questo enzima ha il compito di scindere il lattosio, il principale zucchero del latte, nei monosaccaridi glucosio e galattosio.


Essere intolleranti al lattosio significa dover rinunciare alla bontà dei latticini? Niente affatto!


Il livello di lattosio all’interno dell’Asiago stagionato – mezzano, vecchio e stravecchio – è di 0,01 grammi per ogni 100 grammi di prodotto.


Grazie alla varietà dei prodotti reperibili in commercio, anche chi soffre di questa problematica può gustare formaggi di alta qualità.

Come l’Asiago stagionato, in cui il contenuto di lattosio è pressoché nullo: ciò è vero già a partire dallo stagionato più “giovane”, l’Asiago mezzano, che richiede un periodo di stagionatura tra i 4 e i 6 mesi.


È proprio durante questo processo che il lattosio tende a degradarsi, scindendosi naturalmente nei due zuccheri che lo compongono, glucosio e galattosio. Il livello di lattosio all’interno dell’Asiago stagionato – mezzano, vecchio e stravecchio – è dunque di 0,01 grammi per ogni 100 grammi di prodotto. Lo stesso Asiago fresco ha un livello di lattosio molto basso: solo 0,06 grammi per 100 di prodotto.


Particolarmente indicati per gli intolleranti al lattosio sono l’Asiago vecchio, con stagionatura di 10-15 mesi, e l’Asiago stravecchio, la cui stagionatura supera i 15 mesi.


Buone notizie per chi soffre di intolleranza al lattosio: potete tranquillamente continuare a gustare il formaggio Asiago in tutta la sua bontà!

Intolleranza al lattosio: non serve rinunciare alla bontà di Asiago DOP

Sono molte le persone che soffrono di intolleranza al lattosio: questo disturbo coinvolge circa il 30% della popolazione in Europa centrale, il 5% nel nord Europa e addirittura il 70% nell’Europa del sud. Si stima che circa metà della popolazione italiana ne soffra.

Come si inserisce l’Asiago DOP nella dieta di una persona intollerante al lattosio? Vediamolo insieme!


L’intolleranza al lattosio è un disturbo dovuto alla carenza dell’enzima lattasi o beta-D-galattosidasi. Questo enzima ha il compito di scindere il lattosio, il principale zucchero del latte, nei monosaccaridi glucosio e galattosio.


Essere intolleranti al lattosio significa dover rinunciare alla bontà dei latticini? Niente affatto!


Il livello di lattosio all’interno dell’Asiago stagionato – mezzano, vecchio e stravecchio – è di 0,01 grammi per ogni 100 grammi di prodotto.


Grazie alla varietà dei prodotti reperibili in commercio, anche chi soffre di questa problematica può gustare formaggi di alta qualità.

Come l’Asiago stagionato, in cui il contenuto di lattosio è pressoché nullo: ciò è vero già a partire dallo stagionato più “giovane”, l’Asiago mezzano, che richiede un periodo di stagionatura tra i 4 e i 6 mesi.


È proprio durante questo processo che il lattosio tende a degradarsi, scindendosi naturalmente nei due zuccheri che lo compongono, glucosio e galattosio. Il livello di lattosio all’interno dell’Asiago stagionato – mezzano, vecchio e stravecchio – è dunque di 0,01 grammi per ogni 100 grammi di prodotto. Lo stesso Asiago fresco ha un livello di lattosio molto basso: solo 0,06 grammi per 100 di prodotto.


Particolarmente indicati per gli intolleranti al lattosio sono l’Asiago vecchio, con stagionatura di 10-15 mesi, e l’Asiago stravecchio, la cui stagionatura supera i 15 mesi.


Buone notizie per chi soffre di intolleranza al lattosio: potete tranquillamente continuare a gustare il formaggio Asiago in tutta la sua bontà!

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Scrivile in una email a info@formaggioasiago.it e le trasmetteremo alla dott.ssa Papavasileiou. Le domande più frequenti troveranno risposta in un suo articolo.

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